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Visualizzazione dei post da maggio, 2019

Europee 2019: il referendum su Salvini e le illusioni della democrazia

A volte il guardare alle cose per come realmente stanno risulta molto doloroso, ci costringe a confrontarci con i nostri pregiudizi e a ridimensionare gli slanci idealistici (o ideologici, a seconda dei casi). Potrebbe essere il caso delle elezioni Europee di oggi. Taluni ritengono infatti di essere andati a votare per incidere sulla futura composizione del Parlamento Europeo, magari nella speranza di cambiarne gli assetti e il ruolo politico, oltre che economico, compiendo così un altro passo lungo il lento cammino che porta alla costruzione dell'Europa che verrà. Mi spiace dover deludere tutti costoro, ma non è così. Per due semplici e incontrovertibili motivi. Il primo è crudamente matematico e segue dalla magnificazione che la scala continentale conferisce ad un problema insito nelle moderne democrazie: all'atto pratico il voto del singolo elettore in queste europee non conta. Se ritenete che ciò non sia del tutto vero, che per poco che sia pur sempre un poco conti, be’

Il musico dilettante Tomaso Albinoni, morto tre volte

Tomaso Albinoni nacque a Venezia nel 1671 e ivi, nel 1751, morì; e fu per lui la prima volta. In vita viaggiò pochissimo, e pochissimo si espose al pubblico: ambo le cose non erano nelle sue corde, e l'essere membro di una famiglia assai facoltosa non lo indusse a farle per forza. Nell'intestazione della sua opera prima (12 Sonate a tre, del 1694) si autodefinì infatti " musico di violino dilettante veneto ", laddove il termine "dilettante" designava, nell'accezione allora in voga, non già un cialtrone (come oggi si intenderebbe) bensì quanti facesse per puro diletto. Talentuoso nel canto, oltre che nello strumento, si dedicò soprattutto alla composizione. Così come sarebbe accaduto un secolo più tardi per Rossini, la conoscenza in prima persona della voce umana gli rese facile il riuscire eccellentemente nell'opera in musica, oltre che nelle cantate e nei lirismi di cui sono ricche le sue pagine strumentali. Per i teatri di Venezia scrisse almeno