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Un'aria fosca spira sui media italiani. Che sia foriera di tempesta?

Siamo tutti in attesa del pronunciamento definitivo della Camera dei Deputati sull'emendamento della Lega che prevede un finanziamento ponte volto a mantenere operativa Radio Radicale per l'anno in corso. Fino a prova contraria, con l'approvazione avvenuta una settimana fa al Senato della mozione di Lega e M5S che garantirebbe la copertura triennale delle sole spese di digitalizzazione dell'Archivio di interesse storico della Radio, sembra che stiano davvero svanendo le residue speranze degli italiani di poter continuare ad ascoltare le dirette dei lavori parlamentari. A me pare che questa sia solo una tappa di un preoccupante percorso di adulterazione del nostro sistema mass-mediatico, un percorso che solleva molteplici interrogativi in merito alla completezza e alla trasparenza dell'informazione. Requisiti, questi ultimi, fondamentali per la vita democratica del Paese. Onde evitare di essere tacciato di eccessivo pessimismo mi limiterò di seguito a fare alcuni r...

Europee 2019: il referendum su Salvini e le illusioni della democrazia

A volte il guardare alle cose per come realmente stanno risulta molto doloroso, ci costringe a confrontarci con i nostri pregiudizi e a ridimensionare gli slanci idealistici (o ideologici, a seconda dei casi). Potrebbe essere il caso delle elezioni Europee di oggi. Taluni ritengono infatti di essere andati a votare per incidere sulla futura composizione del Parlamento Europeo, magari nella speranza di cambiarne gli assetti e il ruolo politico, oltre che economico, compiendo così un altro passo lungo il lento cammino che porta alla costruzione dell'Europa che verrà. Mi spiace dover deludere tutti costoro, ma non è così. Per due semplici e incontrovertibili motivi. Il primo è crudamente matematico e segue dalla magnificazione che la scala continentale conferisce ad un problema insito nelle moderne democrazie: all'atto pratico il voto del singolo elettore in queste europee non conta. Se ritenete che ciò non sia del tutto vero, che per poco che sia pur sempre un poco conti, be’...

Il musico dilettante Tomaso Albinoni, morto tre volte

Tomaso Albinoni nacque a Venezia nel 1671 e ivi, nel 1751, morì; e fu per lui la prima volta. In vita viaggiò pochissimo, e pochissimo si espose al pubblico: ambo le cose non erano nelle sue corde, e l'essere membro di una famiglia assai facoltosa non lo indusse a farle per forza. Nell'intestazione della sua opera prima (12 Sonate a tre, del 1694) si autodefinì infatti " musico di violino dilettante veneto ", laddove il termine "dilettante" designava, nell'accezione allora in voga, non già un cialtrone (come oggi si intenderebbe) bensì quanti facesse per puro diletto. Talentuoso nel canto, oltre che nello strumento, si dedicò soprattutto alla composizione. Così come sarebbe accaduto un secolo più tardi per Rossini, la conoscenza in prima persona della voce umana gli rese facile il riuscire eccellentemente nell'opera in musica, oltre che nelle cantate e nei lirismi di cui sono ricche le sue pagine strumentali. Per i teatri di Venezia scrisse almeno ...

Ma quale mercato, bellezza?

Il 9 aprile scorso il Fatto Quotidiano ha pubblicato una lettera di Maurizio Burattini dal titolo “ E' il mercato dei mass-media, cara Radio Radicale ”. Non essendo per svariati motivi un lettore de Il Fatto, io l'ho sentita leggere dalla bella voce di Roberta Jannuzzi al microfono di Stampa e Regime (la si può riascoltare in qualsiasi momento dal sito web di Radio Radicale: si trova al minuto 21'13'' dell'edizione di quello stesso giorno). La lettera è risultata fortemente rappresentativa di un’opinione diffusasi in merito al recente taglio dei finanziamenti pubblici alla radio summenzionata, taglio deciso dal governo per mano del suo sottosegretario con delega all’editoria, lo stesso Vito Crimi che quell’autentico gigante del giornalismo italiano che è stato Massimo Bordin aveva ribattezzato il “gerarca minore”. Lettera così rappresentativa che un paio di giorni fa nientemeno che Marco Travaglio l’ha sostanzialmente fatta propria e, apparentemente a paro...

Il mio ricordo di Massimo Bordin

Ero allora giovane e mi ero da poco trasferito in Toscana. Vivevo in un borgo pittoresco e isolato nell’incantevole campagna senese, a una trentina di chilometri dal capoluogo dove lavoravo. All’epoca guidavo ancora, ed ero solito percorrere il tragitto sinuoso verso la città, tra le colline cangianti, ascoltando un qualche CD. Ricordo che, come capita a volte, in quel periodo non mi riuscisse di trovare stimoli musicali intensi come quelli che da sempre ero abituato a cercare. Fu così che, dapprima senza particolare entusiasmo (e dichiaratamente pro tempore ), presi a cimentarmi con la radio, un mezzo che non avevo mai particolarmente amato. Mi scoprii subito lestissimo nello scansare le stazioni commerciali che, troppo spesso cloni inservibili l’una dell’altra, sovraffollavano - allora come oggi - le medie frequenze. E fu ancora così, per caso, che mi imbattei in una emittente che non avevo mai potuto ascoltare prima in vita mia, perché in Trentino essa eccezionalmente non arrivava, ...

Ritratto di buco nero

Preambolo Ieri sera Alessandra, la mia compagna, ha sottoposto alla mia attenzione un pezzo pubblicato dalla popolare pagina social “Uomo Morde Cane” il cui redattore, non senza un pizzico (o due) di quella che a me è sembrata supponenza bella e buona, si indignava per la presunta stupidità di un anonimo malcapitato che aveva osato postare il seguente commento: “ l’orizzonte degli eventi ed il suo intorno è sferico, pertanto non è possibile osservare il buco nero in quanto esso coprirebbe il centro del buco. Vi stanno semplicemente truffando ”. A seguire, valanghe di commenti parimenti dileggianti ai danni dello stupido che aveva osato avventurarsi in tal dichiaramento. Né io né Alessandra riuscivamo a capire dove in esso risiedesse lo sproposito tanto madornale da meritargli la gogna del ludibrio universale. A guardarlo da vicino, infatti, il commento dell’anonimo malcapitato appariva, è vero, essere un po’ naive , non facente oltretutto sfoggio di una prosa proprio squisita. Purt...

L'esilarante Decreto Crescita e la fuga dei Cervelli: prontuario minimo

Tra i tanti e variamente discutibili provvedimenti previsti dal sedicente Decreto Crescita, fresco di approvazione da parte del nostro beneamato Consiglio dei Ministri, provvedimenti tra i quali spiccano (1)  l’accollamento a tutti noi del mostruoso debito della città di Roma, così tutti potremo contribuire alla maggior gloria della sindaca Raggi ritrovandoci però un pochino più poveri, e (2) il definitivo rafforzamento della posizione del Tesoro nel variopinto pool di azionisti di Alitalia (ma non si doveva chiamare CAI?), onde non farci mancare la perpetuazione di una delle più scandalose cagioni di quell’autentica emorragia di denari pubblici a beneficio della (si fa per dire) ex compagnia di bandiera che ci affligge e ci affliggerà da sempre e per sempre, tra cotali e cotanti provvedimenti, come dicevo, fa capolino - quasi in sordina - il rilancio del cosiddetto “progetto Cervelli”. A molti anni di distanza dalla sua istituzione (la sua parabola ha attraversato governi di...

“Stalking, 18enne esaspera donna sposata”, con una postilla sulla pioggia imminente e altre meraviglie dell'ANSA

Sulla propria impareggiabile homepage ( ansa.it ) l’ANSA, divenuta incontrovertibilmente ospite obbligata di questo blog, piazzava ieri tra le notizie piu’ in evidenza del giorno, quelle che proprio non possiamo permetterci di perdere pena il ridurci a paria della società civile, la seguente (sic): “ Stalking, 18enne esaspera donna sposata ”. Ho lasciato intenzionalmente uno spazio di riflessione, non vorrei mai che ci si stesse facendo un’opinione negativa sulla mia puntigliosità nel criticare la raffinata tecnica dei titolisti della stampa italiana quando sono chiamati a tenere bene informati noi cittadini. Al di là del “fatto” in sé denunciato dal titolo in questione, che riguarda un (presunto, per ora) brutto reato contro il quale in anni recenti è stata introdotta specifica normativa e che rimane, ahinoi, relativamente comune (al punto da potersi difficilmente meritare un posto in prima pagina, per ovvi motivi), viene da chiedersi cosa davvero intrigasse, in questo specifico cas...

La Brexit, questa sconosciuta

Mentre a Westminster si consumano senza soluzione di continuità quelli che potrebbero essere gli ultimi momenti di un’intera fase della storia contemporanea, momenti destinati (comunque vada a finire) a incidere profondamente sulle vite di tutti noi italiani, di tutti noi europei, di tutti noi inglesi, sulla stampa nostrana si fatica a trovarne una copertura adeguata e visibile quanto le circostanze richiederebbero. I giornali del Belpaese sono infatti tutti compresi delle feroci (e convenienti) diatribe interne ai gialloverdi, ovvero del clangore suscitato a Verona dai fondamentalisti russo-ortodossi, ovvero dell’intrigantissima parabola della castrazione chimica da infliggersi ai molestatori, eccetera, per trovare il tempo e lo spazio davvero necessari per analizzare nei particolari la continua, drammatica evoluzione della vicenda Brexit. Non ci sarebbe troppo da stupirsene, visto che dalle nostre parti non ci si e’ mai interessati molto di quanto accade fuori dal nostro orticello, t...

Quasi un corollario

Quasi a corollario del mio post precedente sulla cinesizzazione prossima ventura dei nostri media per mano dell’ANSA, si apprende con accresciuta inquietudine del fattaccio accaduto nei corridoi del Quirinale in occasione del recente meeting sino-italiota a Giulia Pompili, giornalista de Il Foglio. La  Pompili e’ stata avvicinata dal capo dell’ufficio stampa ( sic ) dell’ambasciata cinese in Italia, Yang Han, e assoggettata ad un trattamento che mi risulta persino arduo qualificare. Dopo avere chiesto alla giornalista come si chiamasse, Yang Han l’ha infatti fissata e le ha rivolto le seguenti parole: “ La devi smettere di parlare male della Cina ”. Al sorriso un po’ di circostanza un po’  di incredulità in cui, compitamente, la cronista ha cercato di risolvere il confronto, Yang Han ha freddamente ribadito “ Non devi ridere. La devi smettere di parlare male della Cina ”. A questo punto Giulia Pompili, esibendo grande calma e professionalità, ha teso la mano al suo ospite per ...

La via della seta mediatica: incontro tra ANSA e Xinhua ai confini del regime

Lontano dai riflettori mediatici, incessantemente puntati su Xi Jinping accolto  in pompa magna dalle nostre massime Istituzioni al suono melodioso ma non troppo della voce di Andrea Bocelli di cui il Quirinale tutto e’ riverberato, nella pur (nel suo piccolo) sontuosa sede romana dell’ANSA e’ stato oggi siglato un altro accordo italo-cinese di portata non necessariamente inferiore a quella del tanto strombazzato protocollo d’intesa sulla Via della Seta. L’accordo prevede, in particolare, la diffusione da parte dell’italica Agenzia Nazionale della Stampa Associata (cooperativa di cui sono soci gli editori di quasi tutte le grandi testate, da Repubblica al Corriere, dalla Stampa al Giornale, ecc.), attraverso tutte le “proprie” testate, cartacee e multimediali, delle notizie provenienti dalla Cina redatte in lingua italiana e diffuse dalla Xinhua (Agenzia Nuova Cina), la principale agenzia di stampa cinese, naturalmente soggetta per costituzione al diretto controllo da parte del con...

Come l'ANSA assolse Salvini (con rito abbreviatissimo)

Sulla propria homepage ( ansa.it ) l’ANSA stasera titolava, senza manifesti intenti satirici, “ Il Senato assolve Salvini per il caso Diciotti ”. Come se il Senato della Repubblica potesse sentenziare assoluzioni o condanne (ci mancherebbe ancora questo), con buona pace della separazione dei poteri. Intenzionale o meno che fosse il marchiano errore, destinato (alla stregua di altri, siffatti, non certo infrequenti nei titoli della stampa nazionale) a incidere subliminalmente sulla coscienza di un certo segmento dell’opinione pubblica particolarmente distratto, si e’ trattato nondimeno di un ennesimo. brutto esempio di come, attraverso i titoli,  si faccia  “informazione” qua da noialtri.

Accordo senza accessi, accessi senza accordo

Non mi sentirei di escludere che, in un futuro forse lontano (ma forse non tanto quanto si ami pensare), allorquando milioni, bilioni, e forse trilioni di container di merci cinesi, una volta perseverantemente percorsa la Via della Seta, dovessero iniziare ad accatastarsi con allarmante lestezza sulle banchine del porto di Genova, qualcuno potesse persino arrivare a pensare che per distribuire quelle merci in Europa sarebbe, tutto sommato, una buona idea il fare un tunnel ferroviario ad alta velocità che collegasse il nord-ovest d’Italia con l’Oltralpe. Previa analisi costi-benefici, si intende.

Il triste caso Castaldo e lo stupro con i jeans

Il recente e triste caso Castaldo (“femminicidio” con “pena dimezzata causa tempesta emotiva”, per intenderci) mi ha fatto tornare alla mente un altro caso, ormai remoto, quello dello “stupro con i jeans”. Ancora oggi, a distanza di vent’anni,  viene da molti ricordato così come venne venduto (e come viene ancora oggi venduto, basti spulciare il web) dai titoloni di tutti i maggiori quotidiani - la Repubblica naturalmente per prima e a pieni polmoni - alla turba giustizialista e benpensante degli scagliatori di prime pietre: “Sentenza shock: stupro, assolto perché  lei portava i jeans”, et similia. Indignazione collettiva, femministe e (soprattutto) femministi in rivolta, condanne senza se e senza ma accompagnate da proclami roboanti di riforma della Giustizia da parte di politici di ogni ordine e grado, telegiornali e talk show invasi da deputate bipartisan finalmente unite nella comune lotta per riaffermare la lesa dignità della donna. Che la situazione fosse surreale era in...